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BATTERIO KILLER I test inchiodano i germogli tedeschi "Sono loro la causa dell'infezione"

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BATTERIO KILLER I test inchiodano i germogli tedeschi "Sono loro la causa dell'infezione" Empty BATTERIO KILLER I test inchiodano i germogli tedeschi "Sono loro la causa dell'infezione"

Messaggio Da simona Mer Giu 15, 2011 8:29 am

I test inchiodano i germogli tedeschi
"Sono loro la causa dell'infezione"



Le autorità sanitarie confermano: la fonte del contagio sono
i prodotti di un'azienda agricola della Bassa Sassoni. L'indagine
partita dai malati, è passata per i ristoranti per arrivare alla ditta
che li aveva riforniti. Revocato l'allarme sulle altre verdure









BERLINO - La causa dell'epidemia di E.coli è da
individuarsi nei germogli di diversi legumi prodotti da un'azienda
biologica della Bassa Sassonia. Lo ha annunciato Reinhard Burger,
direttore dell'istituto Robert Koch (Rki), che si è riunito questa
mattina a Berlino con i membri dell'ufficio federale per la tutela dei
consumatori e la sicurezza alimentare e dell'istituto federale per la
valutazione dei rischi.

La Germania, di conseguenza, ha
dichiarato il cessato allarme sul consumo di cetrioli, insalate e
pomodori crudi. "Mangiate lattuga, cetrioli e pomodori, fanno bene alla
salute", ha aggiunto Andreas Hensel, presidente dell'Istituto per la
valutazione dei rischi. La ditta che ha prodotto i germogli incriminati,
la Bienenbuettel Gaertnerhof, è stata chiusa e tutti i suoi prodotti
saranno ritirati dal mercato. Ci sono stati test "multipli" nei campi e
nei prodotti della fattoria, che hanno dimostrato definitivamente la
presenza del batterio, ma "la catena alimentare è talmente lunga", ha
spiegato Hansel, che per ora non è possibile identificare la fonte di
contaminazione.

"Non ci sono altre piste serie oltre a quella
dei germogli - ha detto Reinhard Burger - : la gente che ha mangiato i
gemogli ha fino a nove volte più probabilità di avere diarrea con sangue
o altri sintomi della presenza del batterio rispetto a chi non li ha
mangiati". Burger ha citato le indagini sulle persone che si era sentite
male dopo aver mangiato al ristorante.

Anche











la Ue ritiene che sulla crisi provocata dal batterio killer
"sembra che si veda la fine del tunnel". Lo ha detto Frederic Vincent,
portavoce del commissario Ue alla salute, John Dalli, commentando gli
ultimi risultati delle analisi. Quella provocata dal batterio è stata
"una crisi sanitaria raramente vista in Europa", ha aggiunto Vincent. Il
bilancio dei morti dell'epidemia della variante O104:H4 dell'E.coli
ieri è salito a 31 (30 tedeschi e una svedese) e circa 3mila malati nel
giro di cinque settimane.

Per arrivare a identificare la fonte
dell'infezione con plausibile certezza ci sono volute cinque settimane;
un tempo lunghissimo nel corso del quale la psicosi ha colpito
pesantemente i produttori ortofrutticoli di tutta Europa e in
particolare quelli di Spagna e Italia. Basti pensare che, dopo il primo
allarme collegato ai cetrioli, i tedeschi hanno quasi smesso di fatto di
consumare verdura e anche frutta, mentre in Paesi come la Russia è
stato il governo stesso a bloccare le importazioni di questi prodotti da
tutta Europa. Dopo gli esiti delle nuove indagini, la Russia ha fatto
sapere che potrebbe revocare il blocco delle importazioni di prodotti
dall'Europa in presenzia di garanzie della Ue sulla sicurezza dei
prodotti stessi.

Per arrivare a identificare la fonte
dell'infezione, le autorità sono partite dai malati, scoprendo che tutti
avevano mangiato in modo consistente piatti a base di verdure, anche se
non ricordavano con esattezza che ci fossero pure gli "sprossen"
("germogli" in tedesco). Le ricerche hanno poi rilevato che queste
persone si erano servite al buffet dell'insalata al ristorante. Dai
malati, quindi, si è risaliti a una serie di ristoranti. Tra questi
c'era un golfhotel a Lueneburg, dove sono stati infettati 30 turisti
svedesi e un danese; poi il ristorante di Lubecca al quale venivano
riferiti 17 casi di contagio (tutte donne). Entrambe le strutture
avevano fra i fornitori l'azienda agricola Gaertnerhof, che si trova a
Bienenbuettel, cittadina a 80 chilometri a sud di Amburgo, nel land
settentrionale della Bassa Sassonia, dalla quale avevano acquisito i
germogli.

A quel punto si è fatto il percorso inverso e dagli
elenchi dell'azienda si è passati a fare verifiche sui locali riforniti,
trovando altri riscontri con casi di contagio. A far perdere tempo con
indagini su prodotti "innocenti" (come i cetrioli spagnoli), spiegano
le autorità tedesche, è stato il fatto che fra i malati in pochi si
ricordavano di avere mangiato i germogli (appena il 28%).

Individuato
l'untore nei germogli, ora si dovrebbe scoprire come siano stati
contaminati. Una delle ipotesi è che il batterio fosse a monte, nei
semi. Così avvenne, ad esempio, nel 1996 in Giappone, in una delle più
grandi epidemie da E.coli VTEC O157 che colpì oltre seimila persone.
All'epoca l'infezione fu trasmessa da germogli di alfa-alfa (una pianta
leguminosa frequentemente utilizzata in zootecnia e destinata alla
produzione di germogli per il consumo umano) ottenuti da semi
contaminati e colpì soprattutto bambini contagiati attraverso la dieta
delle mense scolastiche.

REPUBBLICA.IT


(10 giugno 2011)

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BATTERIO KILLER I test inchiodano i germogli tedeschi "Sono loro la causa dell'infezione" Storidita io modero in viola lol!
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