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[FILOSOFIA] Schema e Riassunto Filosofia di Kant

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Messaggio Da andre Ven Nov 04, 2011 10:24 pm

Kant
 
Nasce a Könisberg nel 1724 e viene educato, nello spirito religioso del pietismo, nel Collegium Fridericianum.
La filosofia kantiana si divide in due periodi:
1° periodo:precritico
2° periodo:critico
Il criticismo kantiano consiste ne riconoscere alla ragione delle possibilità, ma anche dei limiti. Il criticismo è detto anche “filosofia del limite”.
criticismo à krino=giudicare àanalisi che si conclude con un giudizio
“Criticare” nel linguaggio di Kant significa interrogarsi sul fondamento di determinate esperienze umane.
àLa ragione utilizza l’esperienza per le conoscenzeß
àGiudizio positivo:possibilità della ragione
àGiudizio negativo:limiti della ragione
Tutta la filosofia kantiana prende il nome di criticismo.
L’opera che segna il passaggio tra il periodo precritico al periodo critico è il “De mundi sensibilis atque intelligibilis forma et principis”, nota anche come la “Dissertatio del ‘70”.
 
La critica della ragion pura
 
Kant appoggia la filosofia di Hume, tuttavia non riesce ad accettare l’idea secondo cui la fisica non è scienza.
scienza:sapere oggettivo, necessario, universale e fecondo
Gli argomenti trattati in quest’opera sono:
a) rivoluzione copernicana
b) distinzione tra giudizio analitico e sintetico
c) distinzione tra conoscenza pura ed empirica
d) distinzione tra a priori e puro a priori
La prima parte dell’opera si chiama Estetica, e riguarda le sensazioni; la seconda parte prende il nome di Logica, riguarda l’intelletto, e a sua volta si divide in analitica e dialettica.
 Prima di Kant il mondo era già strutturato con rapporti di tipo causale. Tutti gli uomini conoscono la stessa cosa àoggettività
 Hume non era d’accordo con questo: gli oggetti non sono legati da rapporti necessari; gli oggetti sono legati per abitudine (belief). La realtà non è strutturata e quindi l’uomo non ha conoscenza oggettiva.
 Per Hume tutto deriva dall’esperienza e quindi non abbiamo scienza del mondo esterno.
 Kant vuole dare conoscenza rigorosa del mondo esterno. Si chiede allora cos’è la conoscenza (rapporto uomo-oggetto). Se l’oggetto non è strutturato significa che è l’uomo a strutturarlo
conoscenza:è la materia (ciò che viene elaborato) e la forma
 
conoscenza sensibile: àmateria:dati (intuizione sensibile)
                                  àforma: in base alla quale gli oggetti (dati) sono dati percepiti
conoscenza intellettiva: àmateria: non c’è
                                     àforma: 12 categorie (in base alle quali i dati sono pensati)
Gli oggetti per essere pensati devono essere temporalizzati, spazializzati e categorizzati.
 
 
 
 
 
Estetica
 
È la parte della critica che si occupa della sensibilità. La conoscenza è sintesi di materia e forma. La materia sono le impressioni, la forma è lo spazio e il tempo. Kant giustifica la matematica come scienza, la quale include la geometria, che corrisponde allo spazio, e l’aritmetica, la quale corrisponde al tempo. L’estetica non si discosta dalla parte della sensibilità già affrontata nella Dissertatio.
Spazio e tempo non sono idee innate e non esistono senza i dati; spazio e tempo sono intuizioni pure a priori, ovvero criteri in base ai quali l’esterno entra dentro di noi, le condizioni affinché la conoscenza possa esserci.
Si chiamano intuizioni perché appartengono alla sensibilità e quindi sono forma di essa.
Puro a priori = prima dell’esperienza (originale)
A priori = dall’esperienza
Conoscenza a priori à si riferisce all’uso delle categorie
Conoscenza pura/assolutamente a priori à si riferisce all’uso e all’origine di una                                                                                                                                                                                                           conoscenza
 
Giudizi analitici à tipici della razionalità
Giudizi sintetici à tipici degli empiristi
 
Nei giudizi analitici il soggetto e il predicato sono uniti dal principio di non-contraddizione. Sono analisi, quindi analitici. Sono oggettivi, necessari, universali ma non fecondi. Sono tautologici, ovvero ribadiscono nel predicato ciò che è già stato detto nel soggetto.
Nei giudizi sintetici a posteriori il soggetto e il predicato sono legati dal principio di esperienza. Non sono necessari, né oggettivi, né universali, ma sono fecondi.
I giudizi sintetici a priori rendono contradditoria l’esperienza.
 
Logica
 
Logica à analitica à uso legittimo delle categorie
           à dialettica à uso illegittimo delle categorie
 
Conoscenza sensibile à materia à dati sensibili ( il fenomeno)
                                  à forma à spazio e tempo (intuizioni a pure a priori)
                                                                                     â                        â
                                                                   Forma della sensibilità  condizioni del darsi a noi    gli oggetti
Conoscenza intellettiva à materia à non c’è (noumeno); manca l’intuizione intellettiva
                                     à forma à 12 categorie
Intuizione intellettiva à uso reale (connettere)
                                  à uso logico (si può dare la materia su cui esplicitare il primo uso)
Le 12 categorie costituiscono l’uso logico. Kant si rifà ad Aristotele:
ž l’intelletto pensa à giudica à collega dei soggetti con dei predicati à i predicati vanno ricercati nella tabella dei predicati già elaborata da Aristotele
La parte dell’analitica in cui Kant dice quali e quante sono le categorie si chiama “Deduzione metafisica delle categorie”.
 
 
 
Deduzione trascendentale
 
L’oggetto per essere pensato deve adeguarsi alle categorie. La deduzione trascendentale riguarda l’uso delle categorie.
L’intelletto non ha materia e quindi bisogna trovare una materia adatta. La si trova nel risultato della sensibilità, ovvero i dati sensibilizzati e temporalizzati.
La deduzione trascendentale spiega come le categorie si possono riferire ai dati della sensibilità.
dati + spazio e tempo = sensibilità
dati + spazio e tempo + categorie = intelletto
Ciò che rende la conoscenza rigorosa è la forma.
La casualità non si rifà più all’abitudine, ma è legata al modo di operare dell’intelletto umano.
Le categorie vengono utilizzate per dare ulteriore ordine ai dati.
L’intelletto conosce oggettivamente la realtà, e la conosce attraverso le categorie.
CONOSCERE = DIMOSTRARE
Intelletto e ragione non sono la stessa cosa.
VERSTAND: RAGIONE (pensa)     VERNUFT: INTELLETTO (dimostra)
Esistono cose però che non è possibile dimostrare, come l’esistenza di Dio.
Con le 12 categorie è possibile dimostrare che la fisica è scienza. Sensibilità e intelletto sono separati. Bisogna trovare un ponte che li colleghi. Il ponte corrisponde allo schematismo. Esso spiega l’applicabilità dell’intelletto al fenomeno; consiste nell’indicazione di un medium che abbia e le caratteristiche della sensibilità, e le caratteristiche dell’intelletto. Il medium è chiamato schema e permette all’intelletto di riferirsi alla sensibilità. Questo schema è il tempo (comprensivo dello spazio).
L’immaginazione serve a produrre lo schema.
SENSIBILITÀ                                                INTELLETTO
       á                                                                        á(condivide con le categorie l’essere
        |______________________________________|   forma dell’intelletto)
   Abbiamo bisogno del ponte perché l’intelletto non ha forma
Le categorie agendo sul tempo traducono in forma più rigorosa ciò che a sua volta il tempo ha fatto con i dati della sensibilità.
Il tempo è la forma a livello sensibile, e condivide l’essere forma con le categorie nell’intelletto.
Grazie all’uso legittimo delle categorie ci può giustificare la fisica come scienza.
 
La dialettica
 
Con la dialettica Kant vuole giustificare la metafisica come scienza. Nella dialettica le categorie vengono utilizzate in modo illegittimo.
DIALETTICA = CONOSCENZA ILLUSORIA
L’uomo è spinto ad andare al di là del condizionate per entrare nel regno dell’incondizionato; va oltre l’esperienza ed entra nel metafisico. Per farlo non ha però i mezzi; utilizza allora le categorie come materia, le utilizzo allora in modo illegittimo. Ciò che avrò sarà dunque una conoscenza illusoria. La conoscenza illusoria è necessaria (come la spinta dell’uomo che passa dal condizionato all’incondizionato) e quindi anche gli errori che ne derivano saranno necessari (legati anch’essi alla spinta presente nell’uomo).
  DAL PASSARE DALL’ANALITICA ALLA DIALETTICA L’INTELLETTO SI FA RAGIONE
L’intelletto è lo strumento con cui conosciamo la fisica; è l’organo del mondo condizionato. Il compito dell’intelletto è conoscere.
  DAL PASSARE DAL CONDIZIONATO  ALL’INCONDIZIONATO L’INTELLETTO SI FA
                                                                       RAGIONE
La ragione PENSA. Possiamo pensare la metafisica ma non dimostrarla. Quindi la metafisica non è scienza.
Gli oggetti potranno essere pensati ma non adeguatamente conosciuti e dimostrati.
Gli oggetti tradizionali della metafisica sono:
   La ragione              -mondo                                              cosmologia razionale (cosmos = ordine)
      esercita                -anima                                                psicologia razionale
          su                     -Dio                                                    teologia razionale
Gli errori in cui si cade quando si vuol conoscere il mondo si chiamano ANTINOMIE.
I PARALOGISMI sono gli errori in cui si cade quando  si vuol conoscere l’anima.
Per quante riguarda le prove sull’esistenza di Dio, quella fondamentale rimane l’ontologica.
Obiezione di Kant contro Anselmo:
- L’ esistenza di Dio dev’essere data e non può essere pensata.
L’esistenza è un dato sensibile. L’ESISTENZA È DATO, NON PUÒ ESSERE UN PENSATO.
Non posso dimostrare se esiste o meno.
- pensare il mondo = idea del mondo
- pensare l’anima = idea dell’anima
- pensare Dio = idea di Dio
Il mondo è l’insieme dei dati esterni a me. L’anima è l’insieme dei dati interni a me. Dio è il responsabile di questa totalità. Le tre idee hanno solo funzione regolativa e non costitutiva. Non costituiscono infatti oggetto di conoscenza. tengono insieme gli elementi.
 
La critica della ragion pratica
 
Essa comprende le discipline che sono utili, come la politica e soprattutto la morale.
La morale comprende i principi che sono utili all’uomo per operare delle scelte.
Nella ragion pura Kant andava alla ricerca di un principio universale ed oggettivo. Nella ragion pratica va alla ricerca di principi universali e oggettivi in base ai quali gli individui possano operare delle scelte.
Esistono dei principi che hanno a che fare con la moralità, la quale si riferisce all’esperienza di ogni uomo.
Kant si chiede se esistono dei principi a priori a cui ogni individuo deve ispirare la sua condotta. Prende dunque in considerazione la libertà.
Per potere agire moralmente, infatti, l’individuo deve trovarsi in un regime di libertà per poter scegliere.
Solamente Dio è buono e Lui fa il bene necessariamente. L’uomo può fare il bene ma può anche non farlo; se lo fa questo costituisce un merito. Se l’uomo può scegliere vuol dire che si trova in un regime di libertà.
La III antinomia dice che “Il mondo è determinato o libero”. Da un punto di vista fisico il mondo è determinato. Se ammettiamo un mondo determinato risulta difficile per l’uomo agire moralmente. Di conseguenza bisogna ammettere una dimensione diversa dove la libertà regna e in cui l’uomo può comportarsi moralmente.
La libertà costituisce il 1° POSTULATO della critica della ragion pratica.
                               POSTULATO = asserzione non dimostrabile
L’immortalità dell’anima costituisce  il 2° POSTULATO. È difficile che una persona virtuosa sia anche felice, in quanto la virtù è fatta di rinunce.
Kant ipotizza allora una vita futura in cui si potrà avere una situazione di connubio di virtù e felicità. Il garante di questa possibilità è Dio. Il Sommo Bene costituisce il III POSTULATO.
Per agire moralmente abbiamo bisogno della volontà. La razionalità della morale è un principio che si riferisce alla ragione, e quest’ultima è presente in tutti gli uomini, e quindi è universale.
 
 
 
 
I principali morali fino ad ora utilizzati erano di 2 tipi:
- LE MASSIME                                             - GLI IMPERATIVI
    Sono principi individuali non hanno                    sono principi oggettivi
nessun significato alle nozioni                                   sono di due tipi:
              di “massimo”                                                  - imp. ipotetici
           sono soggettive                                                  - imp. categorico
Gli imperativi ipotetici sono dei comandi e prescrivono certi comportamenti in vista di un fine.
L’imperativo categorico è una legge estremamente rigorosa, è il DOVERE PER IL DOVERE.
Il dovere è quello che ognuno di noi individua nella propria coscienza e persegue non per fini secondari, ma per dovere.
Esistono tre formulazioni dell’imperativo categorico:
1. Agisci in modo che la massima delle tue azioni possa diventare principio di legislazioni
= Quello che noi facciamo può diventare valido per tutti; se lo diventa esso sarà un dovere
2. Agisci in modo da considerare sia la tua come l’altrui persona sempre come fine e mai come
                                                            mezzo
= Non usare gli altri come strumento e non tradire neanche te stesso
 

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Messaggio Da dan Lun Dic 12, 2011 6:34 am

Mammamia kant!è una menata!
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Messaggio Da Totta Lun Dic 12, 2011 2:48 pm

davvero =( l'ho odiato con tutta me stessa in quei 2 mesi che l'abbiamo studiato!

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Messaggio Da andre Lun Dic 12, 2011 8:26 pm

anche io O.O mammamia!!

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